lunedì 8 ottobre 2012

BUNNY SQUARE (Coniglietto da un Quadrato di maglia - traduzione)

Questo è il primo di quattro post che dedico ai lavori natalizi cui ho accennato nell'articolo  "Pattern di Natale 2012 per Fondazione San Vincenzo (finisce l'estate è già cade la neve???? boh?)"
Il pattern, lo dico subito così potete risparmiarvi le mie allucinanti divagazioni, lo trovate nella pagina dedicata: Patterns

E subito anche un GRAZIE ENORME a Jackie Erickson-Schweizer (il suo sito: "Beaded and Lace Knitting Patterns from HeartStrings FiberArts") che, nemmeno il tempo di scriverle per l'autorizzazione a tradurre ed usare il pattern a scopo benefico, che già m'aveva detto "SI"!
Ed è stata così gentile da dedicarmi pure un post sul suo sito!!! Succede di rado di poter conoscere una donna così disponibile, gentile, efficiente e premurosa
THANKS JACKIE!!!!!

BUNNY SQUARE (traduzione) - Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer - foto by Paolo D.P.
Mentre preparavo le "creaturine" mi sono reso conto che, di un'innocente semplicità, anche loro avevano  qualcosa da insegnarmi: come fare i "Mochimochi"


small_km_shopp1.jpg
Copertina di Knitting Mochimochi by Anna Hrachovec
"Mochimochi" è il termine scelto da Anna Hrachovec per descrivere per la maglia l'equivalente di "Amigurumi" per il crochet.
Ho ricevuto in regalo da Kate Madebykate il libro "Knitting Mochimochi" (vedi sopra) e mi sono subito infatuato di questi soggettini!

Per chi non sapesse cosa siano seguono due foto esplicative :-D

Foto Matita Mochimochidal libro "Knitting Mochimochi"
Foto Matita Amigurumi
by Moonscreations on Etsy.com
E per farla breve, sono tutta quelle serie di ninnoli e gingilli, molto graziosi, ricchi di dettagli minuziosi, che a volte riproducono in miniatura oggetti reali, ed altre volte sono vere e proprie creazioni immaginifiche!
Da fare lavorati in tondo, in piano, imbottiti, vuoti, irrigiditi da da fil di ferro o sostenuti con delle misture "inamidanti" di colla vinilica ed acqua, in un sol pezzo oppure formati da tanti piccoli particolari.
Quasi sempre di filati acrilici o cotone, per necessaria omogeneità dei filati, degli infiniti assortimenti di
colori e sfumature disponibili.
Ma, sopratutto, metodo utilissimo per riciclare anche quelle pochissime gugliate di quel tale filato avanzato che non si sa proprio che farci! Filati fantasia, filati stampati,etc.....ci sono Mochimochi per tutti i gusti e tutte le stagioni!
Come gli Amigurumi, se ben eseguiti possono essere delle vere e proprie opere d'arte.

Non a tanto vuole arrivare questo semplice coniglietto che, più che un Mochi-mochi è quasi...un'Origami!
A differenza della carta usata negli origami però, la maglia è molto elastica.
Foto Chinese Rabbit Origami
by Paperkawaii.com
Quindi, se è vero che alcune forme complesse si ottengono solo sagomando opportunamente i pezzi con varie tecniche, è anche vero che con opportune cuciture, imbottitura ben distribuita e qualche tocco "espressivo" di ricamo e qualche dettaglio (un nastro, una perlina, un pom-pom) anche un neofita della maglia può ottenere questo coniglietto.

Per questo coniglietto basta saper fare un quadrato a maglia.
Che sia a maglia rasata diritta (la parte liscia per intendersi) o maglia rasata rovescia (lato "ruvido") o anche a maglia legaccio (tutti i ferri a diritto), poco importa.

Poco importa anche la finezza del filato perchè basterà scegliere il numero di ferri più adatti a lavorarlo.
Magari meglio un filato non troppo "asciutto/secco". Sconsigliabili quindi cotone, lino, viscosa, etc...e tutte quelle fibre che una volta lavorate ed imbottite, non avrebbero la capacità di riempire i "buchi" nella maglia.
Per la stessa ragione sconsiglio i filati troppo scuri...a meno che non disponiate di imbottitura scura e non bianca :) Vedete bene dalla mia foto che sulla capoccia si intravede un pò di bianco del "ripieno"
Una lana, anche in mista, qualsiasi andrà benissimo. Meglio ancora se una mista con mohair, angora,...insomma con un filato pelosetto che faccia l'effetto "soffice e tenero" una volta terminato il coniglietto.

Tenete conto che l'autrice Jackie Erickson-Schweizer prevede circa 32 metri (10 gr.) di filato da lavorare con i ferri 4 mm per un coniglio in tinta unita....ma se il vostro avanzo è di meno, perchè non farlo alternando più colori ogni 2 ferri? spazio libero alla fantasia, dunque!

Non vi resta che seguire le istruzioni dell'autrice che io mi sono limitato a tradurre pedissequamente.
Vi lascio anche un paio di "trucchetti" cui sono giunto se, come me, intendete realizzare un battaglione di conigli ;-)

  • SEGNI PER LE CUCITURE: potete metterli mentre state lavorando il quadrato, così da non doverci tornare sopra una volta che l'avete terminato. E' sufficiente suddividere il quadrato in porzioni prima ancora d'averlo sferruzzato!
Schema dal pattern BUNNY SQUARE (traduzione) - Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer

Procuratevi dei pezzetti di filato in colore contrastante e per ogni quadrato tagliatene 8 gugliatine di 10 cm circa.
Supponiamo che il quadrato sia di 36 MAGLIE x 42 FERRI
Annoderete (con un cappio scioglibile, mi raccomando!!) le gugliate DURANTE IL LAVORO come segue:
- MENTRE AVVIATE LE MAGLIE - punti A ed A' dello schema, primo ed ultimo quarto del lato basso - (36 maglie diviso 4 = 9 maglie. Primo segno fra la 9° e la 10° maglia, secondo segno fra la 27° e la 28° maglia)
- AD 1/3 DELL'ALTEZZA TOTALE - punti H, C e C' dello schema, centro e lati del lavoro -
(42 ferri diviso 3 = 14 ferri. Al 14° ferro due segni ai lati del lavoro ed uno fra la 18° e la 19° maglia)
- A META' DELL'ALTEZZA TOTALE - punti D e D', lati del lavoro -
(42 ferri diviso 2 = 21 ferri. Al 21° ferro due segni ai lati del lavoro)
- DURANTE LA CHIUSURA - punto F dello schema, centro del lavoro -
(36 maglie diviso 2 = 18 maglie. Un segno fra la 18° e la 19° maglia)


  • ESPRESSIONE: è fondamentale. In particolare data la sua semplicità d'esecuzione e scarsità di dettagli
BUNNY SQUARE (traduzione) - Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer - foto by Paolo D.P.
- DURANTE L'IMBOTTITURA: distribuitela a piccoli pezzi, mettendone o togliendone a seconda di come volete che sia il vostro Bunny! ad esempio del tipo di "sedere" che volete...bello grosso come il mio oppure un pò più smilzo?? con una capoccina piccola o più evidente?

- DURANTE LE CUCITURE: zampe ed orecchie sono una delle chiavi dell'espressione finale. Un pò più all'esterno o all'interno le zampe, più avanti o più indietro le orecchie. Prima di cucire utilizzate degli spilli e fate delle prove. Osservatelo in distanza e chiedetevi: "Mi piace o lo voglio diverso?". Modificatelo secondo vostro gusto.
Provate a anche a piegare le orecchie. Avrete nuove "faccine" dal vostro coniglietto.
- CON L'AGGIUNTA DI DETTAGLI: Gli occhi, assieme alle orecchie, sono la vera e propria "espressione" del coniglio.
Per gli occhi considerate pure gli occhi "da fumetto" che si possono acquistare già fatti, ma anche due paillettes e due perline come ho usato io possono andare. Anche due puntini ricamati a punto nodini se proprio non avete nemmeno 2 perline! anche in questo caso, posizionate e poi decidete se vi piace come...vi guarda!
Al collo anche niente, oppure un nastrino lungo 30 cm scelto fra i tanti che avrete dei regali ricevuti..ma anche un cordino fatto con lo spago di cucina! e quel vecchio braccialetto di strass a mò di collare, perchè no?...per farlo versione "Playboy"!! Io l'ho fatto! Tutto nero, con le orecchie e la coda rosa, riciclando così altro avanzo microscopico. La ragazza cui l'ho dato l'ha piazzato su una sua sciarpa in cashmere!!! ('na favola, credetemi!).
BUNNY SQUARE (traduzione) - Coniglietto da un Quadrato di Maglia
by Jackie Erickson-Schweizer - foto by Paolo D.P.
E per la coda? un pom-pom, una pallina di feltro, una biglia di legno o di plastica dei tanti giochi scassati dai vostri bimbi.

Non ci sono limiti e potete farne in quante versioni volete

In ultimo (last but not least!), è un progetto di facilissima, immediata ed ISTINTIVA realizzazione.
Preparato il coniglietto base, addobbarlo con i particolari è un gioco cui potete far partecipare anche i bambini!


************************IMPORTANTISSIMO!!!!*************************
SE L'UTILIZZATORE FINALE DEL CONIGLIETTO E' UN BAMBINO
- NON UTILIZZATE MAI PARTI CHE POSSANO ESSERE STACCATE CON FACILITA' E MAGARI INGOIATE
- CUCITE CON FILO ROBUSTO RIPASSANDO TANTISSIME VOLTE LE PARTI IN MAGLIA PERCHE' NON SI STACCHINO NE FUORIESCA DELL'IMBOTTITURA
- NON USATE FILATI TROPPO PELOSI O FANTASIA. I PELUCCHI DANNO LORO FASTIDIO
- SCEGLIETE FILATI SICURI SIA PER FIBRA CHE PER TINTURA
Tenete conto di queste regole ogni volta ritenete opportuno ed a seconda del destinatario.

giovedì 4 ottobre 2012

Come nasce un pattern: il TWEEDDER ! - Un english driving cap lungo...un calendario!

Foto di Fineanddandyshopblog.com



E dalli e ridalli, ce l'ho fatta!!

Sono riuscito a scegliere i filati ed nome per la mia prossima creaturina: TWEEDDER.
Questo è stato l'unico "parto" cui ha assistito qualcun'altro oltre ai soliti 4 gatti (ed alle mie due micie, loro si "gatte" vere!) del parentado e qualche amica strettissima.

L'idea m'è venuta quando ho scelto di interpretare "dicembre" nel calendario del gruppo FB dei Magliuomini: una foto con un progetto ideato e creato dal modello che lui stesso indossa nella foto, corredato da tanto di spiegazione....

Quindi, desidero condividere tuuuutto il percorso creativo dell'oggetto su questo blog...Un pò perchè possa essere utile a chi legge, un pò come "appunti personali" daccordo?

 Bene.
Inizialmente ho subito pensato di fare cappello e cravatta. Era una vita che avrei voluto sferruzzare una cravatta, quale miglior occasione???
Post image for Groove
GROOVE  di e con Stephen West
Poi però, mi sono detto....ma quante volte mai avrò l'occasione di indossare una cravatta??? naaaa...! utilizzo molto di più sciarpe e foulard

....facciamo una roba alla Stephen West!!! si,si si! adoro il suo
stile (I love His Style!)...moderno, british, sobrio ma un pò dandy,...
.ah...c'è un sesso per questo stile?
....come lo chiamano? metrosexual???
....non sapevo, scusate. :-D

Orbene sono andato in cerca del cappello più anglosassone che potessi trovare, fatta salva la corona di Sua Maestà Betty, ovviamente, e la bombetta...troppo Charlie Chaplin per me  :)))
L' english driving cap, oppure ivy cap o ancora flat cap o golf cap....insomma un cappello che in Inghilterra accomuna tutte le classi social.
Ed anche le classi medio-alte (la upper class) finiscono per usarlo diffusamente, in particolare fuori della città e magari durante una partita di golf (golf-cap).
Foto by Marshallmatlock.com

Ideato per essere comodo da portare, da mettere e levare in ogni occasione, morbido rispetto ai cappelli "su forma" dell'epoca, nasce a fine '500: per aumentare il consumo della lana nel paese, ogni maschio inglese sopra ai 6 anni d'età dovrà indossarne uno. Pena il pagamento di un ammenda! solo i soliti nobili ed i ricconi sono preservati dall'osservare la norma....i tempi non cambiano mai!


Ma, riflettendoci, .....un cappello del genere non esiste anche da noi in Italia? Che dire altrimenti della famosa "coppola" di sicula origine?
Pare che i siciliani l'abbiano introdotta nel loro look a fine '800 e sin da subito come copricapo popolare pure se, anche in Sicilia come in Inghilterra, i nobili ed i ricchi locali non disdegnavano fare sfoggio delle coppole più belle, nei tessuti più pregiati nelle occasioni più casual.
Intorno alla coppola - La coppola storta
Foto di Lacoppolastorta.it
Ecco.
Ho trovato così la "trama" per il mio TWEEDDER: un berretto che è passato per varie epoche, nasce per umili ed utili scopi e che tutt'oggi contraddistingue in chi lo indossa, sia in Inghilterra che in Italia, la vecchia "working class", la classe lavoratrice d'una volta. 
Quella d'un centinaio d'anni fa.
Newsboy-hats
Foto di Villaghatshop.com (Iconics Hat)

Come dice il suo nome, la scelta e di conseguenza la ricerca del filato erano obbligate: tweed.
Ho cercato il tweed più "puro" possibile. 100 % lana.
Colori sobri, abbastanza scuri.
Si, lo so. E' una tristezza...ma io sono alto 1,89 ed un cappello chiaro sulla mia testa sembra il faro su un lampione....Per un cappello rasta magari...ma per essere english...meglio essere più discreti.
Mica conto sul fatto di stare bene come il modello qua in alto o come lo gnoccolone qua sotto...eh? ;-)
Brad Pitt in the cap
Brad Pitti in the cap (wallpaper) by Freeoboi.ru
Inoltre il tweed non è mai piatto e omogeneo. La sua filatura particolare ed i minuscoli fiocchettini di fibra multicolore che vengono aggiunti durante la lavorazione, lo rendono diverso...ad ogni metro.
E la maglia finiti si arricchisce di mille sottosfumature e d'una superficie disomogenea...la luce che rifrange in maniera irregolare fa il resto del lavoro.

Ma quanto chiacchiero però...m'accorgo ora che ho scritto già un sacco, parlo già del filato ed ancora non ho finito di spiegare... "Come ho sviluppato il modello: TWEEDDER ! - Un english driving cap lungo...un calendario!"...è il titolo del PROSSIMO POST :-)


venerdì 28 settembre 2012

UP-PUNTI - Come (e perchè!) leggere i grafici per maglia



Ho deciso di scrivere questo post perchè, sempre più spesso, nel gruppo dei Magliuomini di FB ho sentito molti parlare dei grafici come...la trigonometria applicata con supercazzola a sinistra! ;-D
Questo post è dedicato a loro e comprenderanno i più expert la necessità di farlo.

Ho girato un bel pò sul web italiano digitando nei motori di ricerca "leggere schemi maglia" ma non c'è un granchè...se la stessa ricerca la lanciate scrivendo "read knitting charts" vi tocca attivare l'anti-phishing fra un pò!

Io ho sempre pensato che i grafici fossero più facili da leggere rispetto alle spiegazioni scritte dal giorno (Benedetto quel giorno) che ho imparato a comprenderli e, finalmente, a scriverli.
Chiunque può avere la stessa mia fortuna.....

...e siccome ogni punto di UP-PUNTI sarà inizialmente corredato anche dalla spiegazione scritta ma col tempo questa sparirà (e si lo so che potrei...ma meno scrivo spiegazioni e più tempo sferruzzo   ;-) e resteranno solo i grafici.... Lo faccio con l'intento spudorato di diffondere sempre più questo metodo, in Italia tanto quanto all'estero. Gli ostinati che continueranno a preferire "leggere" invece di "osservare", potranno sempre contare su una serie di post passati che spiegano come imparare questo strano "linguaggio maglistico".

Cominciamo a decantarne le virtù.




lunedì 24 settembre 2012

Pattern di Natale 2012 per Fondazione San Vincenzo (finisce l'estate è già cade la neve???? boh?)


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E' ufficiale. L'autunno è arrivato ieri, sabato 22 settembre, intorno alle 17!
E fortunatamente per me e per tutti gli sferruzzanti (e crochettanti), pure il clima più fresco!


Quindi mi riapproprio con gioia dei ferri e dei filati lanosi, che durante il clima di quest'ultima torrida estate costellata di nome da inferno dantesco, molte volte sono stati più una croce che una delizia.

venerdì 8 giugno 2012

Il LOGatto - per metà logo e metà gatto!

Per non annoiarvi con le mie tracimanti ciarle, eccovi subito la foto dell’opera realizzata da Paola Anna Maria Chiavacci, alias Gli Hobby di Paolanna (o viceversa?...mah!).
Borsa original LOGatto
Potrà sembrare una sciocchezza ma vedere il proprio logo ricamato su una borsa da lavoro è un’emozione impagabile. Provare per credere!